Arquà Petrarca
Dopo il I° sec. a.C. i romani potenziarono l'insediamento ed in età barbarica e altomedievale il villaggio si sviluppò all'interno della valle, nascosto dalla pianura e protetto dalle fortificazioni normanne del Monte Castello, in nuclei distinti su vari livelli e raccolti attorno alle chiese di S. Maria e della Trinità , ancora riconoscibili nei due Borghi di Sopra e di Sotto.
Nel 1213 passò dagli Estensi al Comune, poi Signoria, di Padova e fu vicaria. Nel 1322, nella guerra tra Carraresi e Scaligeri, il castello fu incendiato e distrutto. Dopo il 1370 Arquà ospitò il poeta Francesco Petrarca nei suoi ultimi anni di vita, custodendone poi le spoglie.
La presenza e la fama del poeta scatenarono una vera e propria moda, che resistette alla sua morte (1374 ); spingendo fino al XVI sec. molte nobili famiglie padovane e veneziane a stabilirsi ad Arquà . Dopo il '500 la crescita edilizia dei paese rallentò molto, preservandone così il caratteristico aspetto.
La piazza di Arquà Bassa, circondata da nobili dimore gotiche del XIV e XV sec., è dominata dall'arcipretale di S. Maria Assunta, fondata poco dopo il 1000 e più volte ingrandita, che conserva numerose opere d'arte tra cui dei pregevoli affreschi dell'XI, XIII e XIV sec. (questi ultimi di scuola giottesca). Al centro del sagrato, già area cimiteriale, si eleva la tomba di Petrarca, in marmo rosso di Verona: le spoglie vi furono traslate nel 1380 dalla parrocchiale per volere del genero. Nel 1547 P.P.Valdezocco fece apporre all'arca il bronzo che ricorda il volto dei poeta.
Appartata, verso la parte alta dei paese, sorge la Casa del Petrarca, piccolo edificio donatogli dal Carraresi, di cui curò personalmente la ristrutturazione ed in cui abitò dal 1370 al 1374, assieme alla figlia Francesca con la famiglia. Dopo la sua morte la casa passò spesso di mano, subendo varie modifiche, ed aggiunte, tra cui nel XVI secolo la loggetta quadrata a due archi e gli affreschi petrarcheschi delle stanze.
Nel 1875 la casa, per donazione del Cardinale Silvestri, tornò al Comune di Padova che nel 1906, 1923 e 1985 la restaurò nel suo aspetto originario. Essa ospita ora una permanente di opere e cimeli petrarcheschi, mentre una mostra fotografica di Itinerari petrarcheschi è visitabile nella bella stagione nella secentesca Cà Callegari, attribuita al Longhena.
In Borgo di Sopra sorgono inoltre l'oratorio della SS. Trinità (XII-XIV sec. ); con una pala del 1626 di Palma il Giovane, e la duecentesca Loggia dei Vicari.
Liberamente tratto da: VirtualPadova
