BILANCIO 2006 IN LINEA CON IL 2005

In questi giorni ho letto e sentito parlare di tagli macroscopici che il bilancio regionale 2006 riserverebbe ai sostegni per i settori produttivi veneti. La prospettiva è assolutamente infondata: in realtà siamo più o meno agli stessi livelli del 2005, con la possibilità addirittura di superarli se decidessimo, anche se a me parrebbe una scelta poco oculata, di riversare sul 2006 l’intera disponibilità di 126 milioni di Euro che abbiamo individuato attraverso un’operazione di smobilizzo dei crediti collegati ai fondi di rotazione in capo alla finanziaria Veneto Sviluppo”.

Lo ha precisato oggi l’Assessore regionale alle Politiche Economiche ed Istituzionali Fabio Gava, in occasione della prima seduta operativa della Conferenza Regionale per l’Economia e il Lavoro. “Chi sostiene la tesi dei mega tagli – aggiunge Gava - ha dato una lettura superficiale delle tabelle e non ha tenuto conto di due fattori: l’obbligo di rispettare il Patto di Stabilità Europeo, che ci costa circa 10 milioni di Euro; e l’inevitabile affievolirsi delle voci legate ai Fondo Europei, che non sono una fonte di finanziamento regionale ordinaria, ma una dotazione strordinaria e che, essendo tarata sul periodo 2000-2006, diminuisce non per scelta della Regione, ma semplicemente perché si va esaurendo la disponibilità prevista nel periodo, che peraltro il Veneto ha usato e userà interamente sino all’ultimo Euro, a differenza di tanti beneficiari sparsi in tutta Europa che sono incappati nella soglia di disimpegno”. Gava non si è fermato però all’aspetto politico della situazione. “Dopo 5 anni di bilancio e 5 di sanità – aggiunge – credo di avere una certa dimestichezza con i numeri, e i numeri reali sono quelli che emergono da una lettura equilibrata ed integrata delle diverse voci.

Se un lettore superficiale o politicamente interessato a vedere il bicchiere mezzo vuoto prende in considerazione solo la tabella tecnica delle previsioni di competenza trova circa 291 milioni nel 2005 e ‘solo’ circa 192 nel 2006; immediatamente grida allo scandalo, ma sbaglia. La differenza di circa 100 milioni, infatti, è dovuta per 40 milioni alla diminuzione naturale della dotazione dei Fondi Ue, e per altri 10 al rispetto del Patto di Stabilità Europeo.

I rimanenti 50 milioni, invece, ci sono, e sono una parte dei 126 milioni dello smobilizzo dei crediti di Veneto Sviluppo; quella che ritengo utile usare subito nel 2006, riservando al 2007 e 2008 il resto di queste nuove risorse”. Sulla base di questo ragionamento, Gava sottolinea quindi che “se di tagli si vuol proprio parlare, questi sono limitati ai 10 milioni del Patto di Stabilità”. “In un momento così difficile per la finanza pubblica in tutta Europa – aggiunge Gava – siamo quindi di fronte ad una buona situazione per il 2006, con buone prospettive per il 2007 e 2008, pur se non siamo oggi in grado, né noi, né nessun’altra Regione dell’Europa Comunitaria, di sapere quali saranno le dotazioni dei Fondi Europei 2007-2013 la cui trattativa è arenata su una proposta inaccettabile del Semestre di Presidenza inglese, pesantemente sbilanciata sull’asse con Francia e Germania”.

Gava pone anche l’accento sulla validità del cammino intrapreso da quest’anno in Veneto sulla strada della cosiddetta ingegneria finanziaria: “Sembra una parolaccia – dice – e invece è uno strumento efficace per ottimizzare le risorse. Con lo smobilizzo dei crediti sui Fondi di Rotazione in capo a Veneto Sviluppo abbiamo già rimesso in circolo 126 milioni, e in prospettiva stiamo lavorando anche alla possibilità di reperire nuove risorse sul fronte della gestione dei finanziamenti erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti, facendo delle Finanziarie Regionali una sorta di Agenzie di passaggio e garanzia della restituzione dei crediti erogati alle imprese dalla Cassa stessa. Anche in questo caso, come in quello già attivato relativamente ai Fondi di Rotazione di Veneto Sviluppo, pagheremmo i soli interessi, smobilizzando però una massa ingente di capitali”.

02/12/2005

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