Caorle: Storia, Pesca, Escursioni, Laguna, Scogliera e le Case
Le origini di Caorle
Con la caduta dell'Impero Romano, Caprulae divenne una delle città più importanti del litorale, tanto da contribuire in modo decisivo alla fondazione di Venezia quando le genti della terraferma nelle remote isole delle lagune trovarono scampo alla devastazione delle orde barbare che misero a ferro e fuoco Aquileia, Concordia, Oderzo, Altino e Padova. Caorle in seguito è eretta sede vescovile e nel Mille si completa l'edificazione delle sue chiese.
Nei secoli successivi la città cresce e diventa 'ricca de zente e de possanza', fornisce navi e marinai alla flotta veneziana, ma il suo declino coincide con la caduta della Repubblica Serenissima. Dopo il dominio asburgico nell'800, dopo le due guerre mondiali, negli anni '50 ricomincia un'altra rinascita, legata all'economia turistica che in pochi decenni ha portato benessere e sviluppo.
Caorle: Una città con 2000 anni di storia
La mole possente dell'antico campanile cilindrico si erge superba nel cielo terso di Caorle, specchiandosi nell'azzurro mare Adriatico.
Il duomo millenario e le case del centro, le spiagge di sabbia dorata accolgono il turista nelle calde e luminose giornate, nelle serene e fresche sere d'estate, con la genuina ospitalità di una cittadina dalle inconfondibili origini veneziane. È un incontro con la storia di Caorle, per mille anni città vescovile, suddito fedele della Serenissima Repubblica di Venezia - della quale ricorda la popolana atmosfera nei campielli e nelle calli del centro storico - ed oggi località balneare tra le più belle del Veneto e d'Italia.
Con Porto Santa Margherita e Duna Verde, Caorle esprime la nuova vocazione di moderno centro turistico famoso in tutta Europa, pur conservando la genuina caratteristica di borgo di pescatori, intimamente legato alle sue tradizioni più care, nelle quali è racchiuso il segreto di una città da scoprire e amare.
Il duomo di Caorle
Eretto da sconosciute mani intorno all'anno 1038, rappresenta l'anima antica della Città . Cattedra Vescovile fino al 1807, il sacro edificio sorge nell'epoca delle grandi cattedrali lagunari: Torcello, Equilo, San Marco in Venezia.
Tra i molti preziosi tesori conservati al suo interno e nell'attiguo Museo Liturgico, soprattutto la famosa Pala d'Oro, paliotto di sei formelle provenienti forse da Cipro, donata alla cattedrale, secondo la leggenda, dalla regina di Cipro Caterina Cornaro nel 1489. Preziose e di pregevole fattura anche le sei tavole in stile bizantino rimaste dell'iconostasi del secolo XIV e raffiguranti gli apostoli.
Tra i reperti lapidei romani, l'ara dei Licovi, che compone il basamento dell'altare del Santissimo. L'elemento architettonico che più di ogni altro simboleggia l'immagine di Caorle è da sempre il campanile. Di forma cilindrica, alto 48 metri, la sua edificazione è di poco successiva alla cattedrale, si ritiene nell'anno 1070.
L'anno giubilare 2000 vede la ripavimentazione di Piazza Vescovado e il recupero, in un suggestivo porticato, degli affreschi dell'oratorio di San Rocco demolito, così come il battistero Madonna delle Grazie antistante il duomo, nel 1800.
Le case del centro di Caorle
Fino al secolo scorso il centro storico di Caorle era attraversato da canali, in seguito interrati come testimonia il nome della via principale: Rio Terrà , oggi 'salotto' di un'ampia e godibile zona pedonale.
Una passeggiata nel centro storico, soprattutto in Calle Lunga, un tempo la via principale, e nei campielli che si slargano incastonati tra case di evidente fattura veneziana, significa per il visitatore un passo indietro, un inedito tuffo nel passato, anche se sanno riportare all'attualità dei nostri tempi le luci sfavillanti di negozi e boutiques, bar e gelaterie.
Nella città antica non si trovano veri e propri palazzi ma un variopinto caleidoscopio di vecchie case che fino a pochi anni fa erano modeste dimore di pescatori e oggi sono in gran parte restaurate con amore e grazia.
Scogliera di Caorle
Il mare, generoso con i pescatori, sovente per una città marina diventa anche temibile. E fin dalle epoche remote Caorle dovette dotarsi di una difesa foranea, una scogliera frangiflutti. Ma il genio dell'uomo, la sua tenacia e il suo estro creativo, hanno trasformato una informe barriera rocciosa in una galleria d'arte all'aperto.
Sui possenti massi di trachite euganea si impegnano ogni estate famosi scultori provenienti da ogni parte del mondo, invitati al simposio internazionale 'Scogliera Viva', regalando alla città questa singolare e incantevole 'passeggiata dell'arte' che accompagna dal centro storico al santuario della Madonna dell'Angelo.
È questa la più antica chiesa di Caorle, innalzata probabilmente dai profughi concordiesi, radicalmente restaurata nel 1741, da sempre meta di pellegrinaggi ma più ancora dell'intima devozione dei pescatori. Ogni cinque anni si celebra la Festa della Madonna dell'Angelo con solenne processione in mare e seguito di centinaia di barche della locale flotta peschereccia.
La grande processione si terrà il prossimo 10 settembre, in coincidenza con la titolazione del santuario mariano Chiesa Giubilare dal 1 aprile al 31 ottobre 2000.
Laguna di Caorle
Nella zona della costa veneta, la più ricca in Italia di aree palustri strappate al mare e cordoni litoranei sabbiosi, la Laguna di Caorle è un piccolo paradiso dove in tempi remoti i primi abitatori trovarono possibilità di sopravvivenza affinando l'arte della pesca, costruendo le barche e i 'casòni', di canna palustre ben intrecciata sopra strutture di legno.
Oggi, risalendo il Nicesolo, il Canadare o Canal Lovi, si possono ancora incontrare vecchi pescatori, ma è molto più comune incrociare moderni motoscafi che si addentrano in quest'angolo di natura, o ancorati al largo del litorale della Brussa, ultima spiaggia incontaminata del cordone litoraneo, rimasta così come si presentava secoli addietro.
La laguna di Caorle fu frequentata negli anni '50 e '60 anche dal grande scrittore americano Ernest Hemingway, ospite del veneziano barone Raimondo Franchetti. In questo angolo di natura selvaggia il romanziere trovò ispirazione per un suo famoso romanzo: 'Di là del fiume e tra gli alberi'.
La pesca a Caorle
Nel 1439 il doge Francesco Foscari sanciva il 'Privileggio delle Acque' alla comunità di Caorle, riconoscendo l'antichissimo diritto di pesca in tutte le acque della laguna. In seguito, la bonifica di paludi e barene costrinse la flotta peschereccia a praticare la pesca in mare aperto, con imbarcazioni più moderne e in grado di catturare quintali di pescato ogni giorno.
Anguille, branzini, cefali, crostacei e molluschi, abbondano ogni pomeriggio sulle barche che rientrano dopo una giornata che inizia ben prima dello spuntar del sole. Si è così sviluppato il locale mercato del pesce, che ogni giorno viene avviato ancor fresco ai grandi centri del Triveneto.
E sulle tavole imbandite dei ristoranti, fanno bella mostra squisite prede delle reti caorlotte: pesce azzurro dal delicato sapore salmastro, vongole, peoci, capesante, gransi pori, granseole, astici, con una infinita scelta gastronomica che trova il suo apice nella prelibata grigliata di pesce.
Escursioni a Caorle
Alle spalle di Caorle una rigogliosa campagna fornisce i prodotti dell'agricoltura con generosità . Ci troviamo nella zona del Lison-Pramaggiore: qui il vino è un nettare che ogni palato avrà il piacere di assaggiare. Conoscere l'entroterra diventa così un'occasione per passeggiate ed escursioni in bicicletta lungo itinerari ricchi di fascino e suggestione, a contatto con una natura spontanea tra barene, terre emerse, acque salmastre e l'azzurro mare.
Nei due vicini borghi rurali di Ca' Corniani e San Gaetano si possono visitare antiche cantine, partecipando alle sagre o feste sull'aia, nel gioioso clima di festa popolare contadina.
Pochi chilometri a nord, si possono visitare gli scavi romani di Concordia Sagittaria, i palazzi rinascimentali in gotico veneziano di Portogruaro, le trecentesche abbazie benedettine di Sesto al Reghena e Summaga. Poi Venezia, che si raggiunge in autobus o in motonave con partenza dal porto di Caorle; le Isole di Murano, Burano e Torcello, le ville palladiane dei dogi che costellano la Riviera del Brenta.
