CONSUMARE OVOPRODOTTI VENETI

L’inchiesta che ha portato ai sequestri degli ovoprodotti risale a vicende di due anni fa, è un evento legato al passato e quindi superato; è assolutamente marginale rispetto alla quantità e alla qualità delle produzioni venete;. I cittadini possono tranquillamente continuare a consumare prodotti veneti garantiti da un sistema di controlli pubblici sulla qualità degli alimenti la cui validità è stata riconosciuta dagli stessi NAS e magistrati inquirenti”.

Questo il commento degli assessori regionali alla sanità, Flavio Tosi e alla sicurezza alimentare, Elena Donazzan sull’inchiesta che ha visto coinvolte anche 3 aziende venete. “Pur essendo davanti a fatti molto gravi – sottolineano i due assessori regionali – in nessuna maniera siamo di fronte ad un fenomeno o ad una vicenda che interessi strutturalmente il settore, quindi non c’è alcun allarme, anzi quello che emerge è un positivo intervento dei sistemi di controllo a tutela dei consumatori ed un mirato intervento delle forze dell’ordine.

Le responsabilità che stanno emergendo sono e saranno a carattere individuale e ricadono solo su alcuni truffatori e non sull’intero settore della produzione e della trasformazione dell’agroalimentare, già dimostratosi, purtroppo, eccessivamente vulnerabile e penalizzato dalle campagne mediatiche allarmistiche che influenzano il consumatore”.

Abbiamo comunque instaurato – continuano gli assessori Donazzan e Tosi – un flusso di informazioni con i NAS, in particolare per seguire le aziende oggetto dei controlli e dei sequestri; nell’ambito di queste indagini la Regione Veneto con il suo sistema di controlli si pone al servizio della magistratura affinché siano puniti i responsabili di reati che espongono il settore avicolo ad ulteriori ricadute negative in un momento già estremamente delicato”.

Da parte nostra – concludono i due assessori regionali – intendiamo quindi rivolgere la nostra personale solidarietà agli onesti e capaci operatori del settore, del tutto estranei alla vicenda, che non devono vedere il loro lavoro offuscato e criminalizzato da alcuni malavitosi che nulla hanno a che vedere con i lavoratori del settore”.

Mi auguro infine – sottolinea Tosi – che questa vicenda non crei psicosi allarmistiche come nel caso dell’inesistente influenza aviaria – che è ancora in estremo Oriente e non è ancora passata all’uomo – penalizzando ulteriormente un settore produttivo importante come l’agroalimentare veneto, che è perfettamente sano e sicuro, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

DEL 07/12/2005

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