Diocesi di Padova

|

Diocesi di Padova- Più nota, forse, come città di S. Antonio, Padova è una delle maggiori città d’arte italiane, segnata da 3000 anni di storia. Sin dal IV sec. a.C. il più importante centro dei Veneti, Padova divenne poi una delle più prospere città dell’impero romano.

Di essa restano, purtroppo, solo i ruderi del grande anfiteatro, qualche ponte, le preziose testimonianze conservate nel Museo Civico e i frammenti di mosaico dell’oratorio di S. Prosdocimo a S. Giustina. La città venne rasa al suolo dai Longobardi nel 602.

La ripresa fu molto lenta e fu guidata dal ruolo propulsivo del clero diocesano e dei benedettini di S. Giustina. Nel XII sec., Padova è libero comune: nei due secoli successivi conosce un rapido sviluppo e con la signoria dei Carraresi (1318 - 1405) raggiunge l’apice della sua potenza politica, estendendo il suo dominio su buona parte del Veneto centrale.

E’ un periodo di straordinario fervore reli- gioso, economico e culturale che ha lascia- to segni indelebili sulla città: la cerchia muraria medievale, i grandi edifici civili e religiosi, prima tra tutti la Basilica del Santo iniziata nel 1232, la fondazione dell’Università (1222), cui accorrono maestri e scolari da tutta l’Europa.

Il panorama artistico è dominato dalla figura di Giotto, che compie a Padova, nella Cappella degli Scrovegni, il suo capolavoro; al grande fiorentino seguono Guariento, Altichiero, G. de’ Menabuoi, che lasciano stupendi cicli di affreschi. Nel 1405 Padova é unita al dominio di terraferma di Venezia, ma mantiene il primato artistico fino alla metà del ‘400 grazie a Donatello e Mantegna.

Nel ‘500, sotto il governo della Serenissima, Padova conosce un grande rinnovamento. La città è circondata da una nuova cinta muraria bastionata che ne determina la definitiva forma urbana. Sorgono nuovi edifici pubblici e maestose chiese. L’Università vive un periodo di grande splendore: vi insegna, fra gli altri, Galilei e si inaugurano, primi in Europa, l’Orto Botanico ed il Teatro Anatomico.

La scenografica sistemazione del Prato della Valle conclude, a fine ‘700, i quattro secoli di dominio veneziano. Padova passa all’Austria fino all’annessione al Regno d’Italia (1866). Nonostante le distruzioni belliche ed alcuni interventi poco rispettosi dei valori ambientali, Padova conserva pressoché intatta la sua inconfondibile struttura urbana, fatta di strette vie porticate e di piazze monumentali, di case modeste e di imponenti edifici che custodiscono splendidi tesori.

Anche il territorio provinciale possiede un patrimonio artistico, naturalistico e culturale vastissimo, ma spesso poco noto. Basti pensare alla ricchezza della flora dei Colli Euganei, alle innumerevoli ville e castelli sparsi su tutto il territorio, ai santuari, ai monasteri, alle chiese, edificati dagli ordini monastici e luoghi di alta spiritualità, alle città murate medievali (Monselice, Este, Montagnana, Cittadella), ai corsi d’acqua, ai casoni rurali, ecc.

Il territorio della Diocesi di Padova non corrisponde peraltro a quello della Provincia. Essa si sviluppò infatti secondo le antiche direttrici di predicazione dei monaci benedettini di S. Giustina, coprendo così parti delle provincie limitrofe, tra cui hanno particolare rilievo l’Altopiano dei 7 Comuni ed il Massiccio del Grappa a Nord e la sezione meridionale della gronda lagunare a Sud-Est, mentre ne restano escluse le ali occidentale ed orientale dell’Alta Padovana, gravitanti rispettivamente sulle Diocesi di Vicenza e di Treviso.

Articoli Correlati

Agriturismo in Veneto

Agriturismo Veneto