GABBIE AGRICOLE
Chiediamo mano libera, risorse, molta fiducia: i risultati verranno da soli. E questo l’invito rivolto oggi dal Vicepresidente della Regione del Veneto Luca Zaia al ministro delle politiche agricole Giovanni Alemanno, intervenuto a Valdobbiadene assieme al collega al Welfare Roberto Maroni, all’inaugurazione del Primo Forum degli Spumanti d’Italia, momento di confronto tra produttori, imprenditori, esperti e amministratori sulle prospettive della spumantistica nazionale.
Alla cerimonia di apertura della manifestazione hanno partecipato tra gli altri anche l’assessore regionale Elena Donazzan, il sottosegretario alle politiche agricole Gianpaolo Dozzo, il sindaco di Valdobbiadene Piegiorgio Davì e il presidente della Camera di Commercio di Treviso Federico Tessari. Nell’occasione Zaia ha tracciato le linee del futuro dell’agricoltura veneta ma anche nazionale, dove il Piano di Sviluppo Rurale sarà il principale strumento di intervento e probabilmente “l’ultima grande occasione per il sistema primarioâ€.
Ma sul PSR – dobbiamo avere mano libera e siamo contrari ad ipotesi di una riserva nazionale; ci sono regioni come il Veneto che sono capaci di spendere più di quanto viene loro dato e altre realtà , per esempio al sud, che spendono molto meno di noi. Per questo il vicepresidente della Giunta veneta ha proposto al ministro di introdurre le “gabbie agricole†in maniera da poter rispondere diversamente a seconda delle capacità reali d’intervento. “Qui se chiediamo risorse – ha detto ancora – lo facciamo per realizzare progetti imprenditorialiâ€.
Zaia ha nell’occasione salutato la trasformazione in “Forum†di quella che è stata per 42 anni la mostra nazionale dello spumante, rassegna che ha contribuito allo sviluppo di un segmento enologico che produce 240 milioni di bottiglie delle quali circa 35 milioni di prosecco a denominazione di origine controllata.
E’ un comparto che ha in ogni caso dei problemi – ha osservato Zaia – con situazioni differenti dove si è registrato un calo delle vendite tra il 1994 e il 2001 del 37%. A fronte di questo la realtà veneta, soprattutto quella del prosecco D.O.C. è sostanzialmente in controtendenza. Per il Conegliano-Valdobbiadene l’export rappresenta oggi ben il 35% della produzione complessiva e gode di un successo inarrestabile in un complesso di esportazioni enologiche venete che sono cresciute nel 2004 del 14,5%.A proposito dello spumante più famoso del Veneto e campione della Marca Trevigiana – ha concluso Zaia – dobbiamo presentare la riserva sul nome del prosecco.
