I monumenti di Verona

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VERONA E I SUOI MONUMENTI - La presenza dei quattuorviri, magistrati che reggevano il municipio romano, permette di datare attorno al 49 a. C. la cittadinanza romana di Verona.

I Romani edificarono grandi opere destinate a sfidare i millenni: l'anfiteatro, chiamato Arena, fu costruito nel I secolo d.C. ; l'Arco dei Gavi e Porta Borsari rialenti alla prima metà del I sec. D.C.; il Ponte Pietra ( I sec. a.C.) fu la prima opera monumantale costruita a Verona; il Teatro romano ricavato sulle pendici del colle di S.Pietro risale alla fine sel I sec. a.C. ; Porta Leoni di cui si vede solo la parte della facciata rivolta verso la città, le basi di due torri poligonali e altre fondamenta facenti parte della porta fortificata e altri monumenti che sono rimasti nella storia per la loro importanza. Nel III sec. d.C. i veronesi riedificarono le mura della città, le cosiddette Mura di Gallieno, in onore dell'allora imperatore Gallieno, per difendere Verona dai barbari.

Principali monumenti storici ed archeologici di Verona

L'Anfiteatro sorse fuori dall'originario perimetro delle mura repubblicane e la sua costruzione doveva essere già terminata attorno al 30 d. C. Un mosaico proveniente da una casa romana di Via Diaz, presso porta Borsari, ora conservato al museo Archeologico, ci offre immagini di spettacoli anfiteatrali con tre scene di lotta fra i gladiatori.

L'Anfiteatro sviluppa le sue murature in quattro anelli concentrici: quello più esterno è oggi superstite soltanto nelle quattro arcate dell'Ala e il volto attuale dell'Arena è dato dal terzo anello costituito da muri radiali. Attualmente l'Arena ospita da oltre ottant'anni la stagione lirica più famosa e suggestiva del mondo affiancata da opere teatrali di Shakespeare e serate all'insegna del balletto.

L'Arco dei Gavi è un monumento onorario romano che, fino al 1805, si ergeva addossato alla Torre dell'Orologio di Castelvecchio. Demolito dai froncesi, per ragioni di viabilità, fu ricostruito nel 1932 nella piazzetta dove ora si trova. I Gavi , una delle più cospicue famiglie di Verona romana, per qualche pubblica benemeranza, ottennero dal Consiglio l'onore dell'arco su suolo pubblico e così fecere costruire l'arco a loro spese attorno alla metà del I secolo d.C.

L'arco ci offre la particolarità preziosa e rara della firma dell'architetto, tale L(ucius) Vitruvius L(uci) l(ibertus) Cerdo, probabilmente liberto del famoso Vitruvio.

Ponte Pietra, fatto saltare nell'aprile del 1945, è stato ricostruito dal febbraio del 1957 al marzo del 1959, impiegando in primo luogo il materiale originale, recuperato dal letto del fiume e classificato con paziente indagine.

Già nei secoli precedenti il ponte aveva subito gravi danni a cui erano seguiti larghi restauri, per cui nel 1945 conservava soltanto due arcate romane, le prime a sinistra, mentre le altre erano del XVI secolo (quelle in mattoni) e di età scaligera.

In età romana il Ponte di Pietra e, più a valle il distrutto Ponte Postumio, che si allineava in corrispondenza dell'abside di S. Anastasia, inquadravano il Teatro Romano e tutta la sistemazione monumentale della fronte del colle di S.Pietro prospicente la città.

Il Teatro Romano, come oggi lo vediamo, è la risultante di una serie di lavori condotti, per la parte più cospiqua, dal 1834 al 1914. E' addossato al pendio del colle di S. Pietro e la sua costruzione risale all'ultimo quarto del primo secolo a.C. L'orchestra ha un diametro di 100 piedi; la cavea, divisa in alemeno due settori, ima e summa cavea, coronata in alto da due gallerie, raggiungeva un'altezza complessiva di 27 metri, oggi indicata con buona approssimazione dalle serie dei dieci archetti in pietra veronese, le loggette, che si saldano all'antico edificio conventuale verso occidente. Accanto al teatro è posta l'antica chiesetta dei SS. Siro e Libera e l'edificio dell'ex convento di S. Girolamo, ora Museo Archeologico.

Piazza dell Erbe corrisponde all'antico Foro romano, la cui pavimentazione si trova a 3,5 metri sotto il livello attuale. Al centro della Piazza si ammirano un baldacchiono in marmo, detto il Capitello, e la bella fontana di Madonna Verona, la cui statua femminile è l'unico resto di romanità tutt'ora visibile sulla piazza, fatta costruire da Cansignorio nel 1368. La piazza poi divenne sede di uffici comunali e di Associazioni Mercantili.

Il Palazzo comunale si erge fra Piazza Erbe e Piazza dei Signori e racchiude il Cortile Mercato Vecchio, con la Scala della Ragione del XV sec e la maestosa torre dei Lamberti.
A differenza della mercantile Piazza delle Erbe, la Piazza dei Signori diventò l'estensione del Palazzo del Principe, destinato a cerimonie e parate.

Accanto al Palazzo Comunale vennero costruiti il Palazzo per il Capitano del Popolo (precedente residenza di Alberto); il rosso Palazzo di Cangrande, vicino al quali si trovano le gotiche Arche Scaligere sepolcrali del XIV sec. della dinastia e la Loggia del consiglio.

Dopo quella di Piazza dei Signori, Castelvecchio è la seconda ed utima residenza degli Scaligeri, costruita da Cangrande II e Cansignorio, nello spazio di un ventennio dal 1354 al 1375, e subito completata da quella mirabile opera che è il ponte a tre arcate, pensato e creato per servizio ed uso esclusivo degli abitanti del castello.

La cinta muraria fu utilizzata per dividere l'impianto in due parti distinte: verso l'interno della città la parte destinata al corpo di guardia, con funzione esclusivamente militare, e verso l'esterno la residenza dei Signori. Gli scaligeri abbandonarono il Castello e Verona nel 1387, ma questo aveva ormai segnato il suo destino di installazione militare.

Chiese monumentali di Verona

S. Zeno , monastero benedettino dell' VIII sec soppresso nel 1773 e demolito per cavarne mattoni nel 1810, propone una vasta esemplificazione della scultura romanica padana e conserva ancora oggi l' antico chiostro, la torre dell'Abazia e testimonianze ottoniane (le formelle bronzee della porte) e rinascimentali (il trittico del Mantegna).

S. Bernardino, convento dei frati minori, è la testimonianza di come l'arte rinascimentale si affermi a Verona con notevole ritardo rispetto a quanto avviene in altre città d'arte come Firenze.

Pur nata dopo la metà del Quattrocento, la chiesa presenta ancora, nelle linee d'insieme, un'architettura gotica. In S.Bernardino, oltre al nitore della semplice facciata a capanna, è il teleaio marmoreo della porta principale che attenua la presenza gotica, offrendoci un'immagine di classica misura e compostezza. La strana pianta della chiesa che ad una navata maggiore affianca, a destra, una piccola navata sulla quale si affacciano tutte le cappelle, è nata da una modificazione di una prima pianta a navata unica.

Esempio di chiesa comunale padana è S. Lorenzo: stile romanico con due robuste torri frontali, in muratura di tufo e mattoni a fasce alternate, costruite per accedere ai matronei. L'interno è dominato dalla presenza degli stessi matronei estesi sopra le navate laterali e congiunti ad un settore che si sviluppa sul lato frontale, sopra il nartace.

Il Duomo si presenta oggi come un monumento composito, nel quale la primitiva struttura romanica ha subito modifiche di gusto gotico, realizzate alla metà del secolo XV. Della costruzione romanica si conserva integralmente il perimetro in muratura di tufo, rafforzata, specie sugli spigoli, da conci di pietra veronese.

La parte più intatta dell'impianto si ha verso l'abside, dove, in fianco al campanile, è visibile anche la muratura originaria. In facciata la parte sopraelevata è resa evidente, a destra, dalla comparsa di una muratura a fasce. Con questi lavori si accompagnò l'aperturà delle due grandi bifore gotiche. Più intatta la parte centrale col grande protiro. Il campanile, su base romanica, avrebbe dovuto essere completato nel Cinquecento su disegnno del Sanmicheli, ma l'impresa fallì. La sua costruzione è opera dello scorso secolo.

Il complesso del Duomo è formato da una serie di altre basiliche quali la paleocristiana del chiostro della Capitolare, i resti della basilica carolingia (VII - IX sec.) detta Santa Maria Matricolare, Sant'Elena e S. Giovanni in Fonte.

La chiesa di S.Anastasia rivela stretta analogia con S. Giovanni e Paolo di Venezia. Entrambe appartennero all'ordine dei domenicani ed è legittimo pensare ad una comune paternità. Custodisce capolavori frescali del Pisanello e di Altichiero, e l'acquasantiera detta dei Gobbi la cui realizzazione è attribuita secondo la tradizione a Gabriele Calieri, padre di Paolo il Veronese.

Costruita su un corpo paleocristiano, Santo Stefano conserva l'unico esempio nel veronese di doppio deambulacro, nella cripta e nel livello superiore. S.Fermo, convento benedettino prima e francescano poi, sorse in memoria diei martiri Fermo e Rustico. E' ricco di chiostri suggestivi ed ha una basilica edificata su due piani. Nella basilica superiore si può ammirare l'annunciazione di Pisanello.

Non si può non dedicare una breve parentesi alla più famosa storia d'amore: quella di Romeo e Giulietta. In Via Cappello si erge la casa dei Capuleti dove ancora esiste un cappello del tempo, scolpito nella pietra, eblema della famiglia e ove Romeo incontrava la sua dolce Giulietta.

L'abitazione di Romeo non è molto lontana da quella dell'amata; essa si trova infatti vicino al luogo dove gli Scaligeri erigeranno le loro Arche Sepolcrali. La tomba di Giulietta è situata presso la chiesa del convento di S. Francesco al Corso, sede del Museo degli Affreschi.

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