Il Cadore
Il territorio del Cadore è ben definito sia in termini geografici – poiché è compreso nel bacino del fiume Piave, dalla sua sorgente sul Monte Peralba alla località di Termine - sia sotto il profilo storico (richiamando alla memoria l’antico “Catubrium†romano).
Tuttavia si riconoscono al suo interno due sub-regioni ben distinte tra loro: l’Ampezzano, che è rimasto sotto il dominio austriaco per più di quattro secoli, dal 1511 al 1919; il Comelico Inferiore storicamente legato al Cadore e di conseguenza vincolato a Venezia dal 1420 al 1797, si differenzia sia per le caratteristiche linguistiche – nelle sue valli si parla il ladino - sia per quelle geografiche.
Al di là di queste distinzioni, il Cadore è una regione assai fiera della propria identità storica e molto attenta alla gestione del fenomeno turistico, condotto quasi ovunque garantendo il dovuto riguardo allo straordinario patrimonio culturale.
Capoluogo storico della regione cadorina è Pieve di Cadore, vivace cittadina adagiata in posizione dominante tra i colli Contras e Montericco: dai suoi 878 metri domina l'intera vallata del Centro Cadore. Qui, in una modesta abitazione quattrocentesca di questo borgo, nacque interno al 1490 il grande pittore Tiziano Vecellio. Una sola delle sue opere è conservata oggi a Pieve, ed è la bellissima “ Madonna con il Bambinoâ€, custodita nella parrocchiale di S. Maria Nascente. Al sommo artista sono comunque dedicate la piazza principale del paese e, al centro della stessa, una statua di bronzo del 1880 raffigurante il pittore.
Affacciato sulla piazza sorge anche il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, al cui interno è stato allestito il Museo Archeologico Cadorino in cui sono raccolti reperti paleoveneti, celti e romani del V – VII secolo d. C.
Con la vicina Tai di Cadore e con Lozzo di Cadore, Pieve forma un’importante polo di produzione di strumenti ottici conosciuto a livello internazionale. Non a caso, proprio a Tai di Cadore è sorto il primo Museo dell’Occhiale. Attraverso i 2000 pezzi in esposizione nelle sale dell’istituzione – buoma parte dei quali provenienti dalla collezione Bodart di Bruxelles – si può ripercorrere tutta l’evoluzione dell’indispensabile strumento inventato in Italia verso la metà del XIII secolo.
La presenza del Lago di S. Caterina, grande lago artificiale formato da una diga costruita intorno al 1930, ha reso Auronzo un paese in grado di proporre un’offerta turistica molto ampia. Zona sciistica molto rinomata, offre ottime piste di discesa, fondo o sci alpinismo, ad un’altitudine compresa tra i 900 ed i 2500 metri, in uno scenario incantevole.
Non mancano, però svaghi e divertimenti da praticare nei mesi estivi: pesca alla trota nei laghi e nei correnti, campi da tennis, campi di bocce, minigolf, campo sportivo, stadio del ghiaccio coperto, maneggio, scuola di equitazione, un campo di tiro al piattello, 200 km di sentieri segnati ed escursioni guidate a rifugi e bivacchi, noleggio mountain bike. Tutto questo sul maestoso sfondo delle Tre Cime di Lavaredo (2999 m) del Gruppo dei Cadini (2248 m) e della Croda dei Toni (2297 m ); nomi ben noti agli alpinisti, ma anche alle sanguinose vicende della Prima Guerra Mondiale, a testimonianza delle quali restano sentieri, trincee e fortificazioni costruiti dalle truppe italiane e austro-ungariche.
Ricordi meno drammatici evoca, invece, la foresta di Somadida, oggi Riserva naturale statale, in località Palus San Marco, nei secoli XV-XVIII “bosco da reme di San Marco†poiché forniva il legname adatto alla costruzione dei remi e degli alberi delle navi della Repubblica Veneta. Tanto verde anche intorno alla miniera abbandonata dell’Argentiera, che con i suoi filoni di galena argentifera, piombo e zinco rappresentò fino all’800 la principale risorsa della vallata.
Coronata dalle Tre Cime di Lavaredo e adagiata sull’omonimo lago, Misurina è definita, a ragione, “la perla delle Dolomitiâ€. Il romantico laghetto, lungo circa 1000 m e largo 300 m, giace 1756 m di altezza in una delle più solenni e maestose conche alpine, circondato da boschi nereggianti e dalle cime dolomitiche del Piz Polena, del Cristallino, delle Tre Cime di Lavaredo, del Sorapiss, dei Cadini e delle Marmarole. Il piccolo e grazioso lido, raccolto nell'insenatura del lago, offre agli amanti della montagna anche gradevoli momenti di vita balneare, gare di canoa e motonautica. Gli amanti della montagna hanno svariate possibilità di scelta tra i vari piani ed i facili pendii delle vicinanze, i panorami superbi, il giro del lago a piedi o in barca.
Tra le gite vanno menzionate la salita con la seggiovia al Col del Varda, con una magnifica vista sul Gruppo del Cristallo, l’ascesa al Monte Piana (teatro di massacri durante la Prima Guerra Mondiale) ed, in particolare, l’emozionante giro a piedi della Tre Cime.
