IL SANTUARIO DEL FRASSINO PESCHIERA DEL GARDA (VERONA)
IL SANTUARIO DEL FRASSINO PESCHIERA DEL GARDA (VERONA)
La gloria più bella che rimane nella storia di Peschiera è il Santuario della Madonna del Frassino. La sua origine risale ad un’epoca turbata da mutamenti politici, agitata da guerre e lotte per il dominio della città , che sono sempre accompagnate da miserie, da fame e peste.
Nel maggio 1509, ammainato sulle gloriose mura il vessillo di S. Marco, bagnato nel sangue di Andrea Riva, ultimo Provveditore della Repubblica Veneta, Peschiera passò sotto il dominio dei Francesi. Con i nuovi conquistatori il popolo, angariato e decimato dalle malattie e dal terremoto, trovò rifugio e conforto presso il suo Santuario, fuori le mura della città . In contrada della Pigna, tra il Mincio e la malsicura «foresta Lugana», (lussureggiante di bassa vegetazione e di cespugli).
In questo angolo solitario, ritagliato nel verde, avvenne una apparizione della Madonna. Un intervento che manifesta e testimonia la maternità spirituale di Maria verso il popolo cristiano.
L’APPARIZIONE
Si narra che l’11 maggio 1510 un contadino, Bartolomeo Broglia, era ritornato al suo campo nella contrada della Pigna, da poco sgomberata dalle truppe Francesi accampate fuori le mura. Quel mattino, mentre lavorava tranquillamente, fu colpito, ad un tratto, da uno strano fruscio, una serpe lo stava per aggredire. Bartolomeo, spaventato, invocò con fiducia l’aiuto della Madonna. Vide una statuetta, avvolta nella luce, sopra un vicino frassino; era un’immagine della S. Madre di Dio.
La Vergine lo aveva salvato. Quella sera, con il cuore gonfio di gioia, tornò a casa con la Statuetta della Madonna stretta fra le mani come il suo più grande tesoro. Il Broglia, rientrato in casa, mostrò ai familiari, pieni di meraviglia, la Statuetta e raccontò loro ciò che gli era accaduto quel mattino sul campo. Custode geloso del «suo tesoro», perchè non venisse rubato, lo rinchiuse in un robusto cassettone. Ma il fatto sensazionale si diffuse improvvisamente nelle contrade e nella città . Tutti vogliono vedere, ammirare la «Madonnina» che l’aveva salvato. Bartolomeo, che non sa resistere alle pressanti richieste, si decide di mostrare il «suo tesoro». Apre il cassettone dov’era nascosta l’immagine.
Ma la Statuetta non c’è più! Si narra che il contadino corre al suo campo per rivedere il frassino del primo prodigio. La Statuetta della sua Madonna era ritornata là .
L’AFFLUSSO DEI FEDELI
L’autorità ecclesiastica, con il Sindaco e i Consiglieri, si reca al Frassino per accertarsi del fatto della Statuetta apparsa e per verificare l’origine del fenomeno religioso. Decide di far trasportare l’Immagine sacra nella città . Con una processione solenne, la Statuetta della Madonna viene portata in Peschiera e posta in un luogo appartato e ben custodito nella chiesa detta della «Disciplina».
(Il parroco, Mons. Cornacchi può così seguire da vicino gli sviluppi della vicenda). L’afflusso del popolo continua ininterrotto. Ma, un giorno il custode della chiesa apre il tabernacolo, dove era custodita la sacra Immagine. Non c’è più. La Madonna era ritornata ancora al frassino. Il frassino era il luogo che Dio aveva prescelto per la Madonna.
IL TESORO: LA STATUETTA
E’ una esile ed elegante statuetta in terracotta, alta poco più di un palmo (14 cm), la Vergine, dal viso soffuso di soavità e dai lineamenti delicati, sta ritta su di un piccolo piedistallo. E’ avvolta da una lunga veste che scende, con pieghe leggere, fino a coprirle i piedi.
Sul capo porta una corona di Regina. Con la sua destra stringe al seno il Bambino, mentre con la sinistra raccoglie maestosamente il manto dinanzi a sè. Il Bambino, avvolto in pannicelli, stende verso la Madre le piccole braccia nude, guardandola con innata dolcezza e immenso amore.
IL FRASSINO NELLA STORIA
La Madre di Dio aveva scelto il «Frassino» come sua dimora accanto ad un laghetto senza palpito, per essere madre di grazia e sorgente di vita.
Il fatto dell’apparizione accese il fervore del popolo che, in breve tempo, costruì una modesta Cappella affidata alla custodia dei Servi di Maria, ma vi rimasero soltanto qualche anno. Il Comune di Peschiera invitò allora i Frati Minori, i quali edificarono la bella chiesa della «Madonna del Frassino», così chiamata fin dal 1514. Il Papa Leone X, con Breve Pontificio del 14 gennaio 1518, concesse loro di costruire, accanto al Santuario, un convento, «perchè l’Immagine miracolosa, apparsa su un “frassino†alle porte di Peschiera e già celebre per miracoli, sia custodita e governata da religiosi di vita esemplare».
I figli di S. Francesco rimasero, per tre secoli, vigili custodi del Santuario, lavorando, ricostruendo, abbellendo la Casa della Madonnina. Il buon popolo accorreva da ogni parte a chiedere grazie e a ringraziare la Madonna miracolosa. Innumerevoli tavolette votive coprivano, fin da principio, le pareti della chiesa.
I Frati Minori, custodi del Santuario, furono allontanati nel 1810 per la legge di soppressione. Il Santuario, come la pietà dei fedeli, cominciò a decadere. Le distruzioni e le profanazioni, avvenute durante l’occupazione dei Francesi e le guerre del Risorgimento Italiano, lasciarono segni e ferite sulle sue mura.
E’ il periodo più oscuro e triste della storia del Santuario. Passata la bufera, per merito dell’Arciprete Giuseppe Ronconi e del Sindaco di Peschiera Gaetano Vincenzoni, nel 1898 furono richiamati i Frati Minori ad officiare il Santuario. Col ritorno dei francescani, il Santuario riprese l’antico splendore, aumentando la pietà e la venerazione verso la Vergine. La celebrazione del IV centenario dell’Apparizione (1910) suscitò nuovo slancio e nuova vita al Santuario.
I pellegrini aumentano di anno in anno. Nel 1930 il Capitolo Vaticano concedeva l’Incoronazione della piccola Statua della Madonna. Nel 1933 la Madonna del Frassino viene proclamata REGINA DEL GARDA. Due volte lascia il suo Santuario: nel 1955, con il piroscafo Italia viene festosamente accolta nelle città e nei villaggi delle rive del Lago; nel 1963, pellegrina del cielo, sorvola su un aereo l’ampia regione che si specchia sul Lago, benedicendo tutto il suo regno spirituale, madre di bontà e stella di speranza.
PER I PELLEGRINI
Il Santuario del Frassino è collegato con le più importanti strade del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia Romagna. Accanto al Santuario passa l’autostrada «Serenessima» (Milano-Venezia), collegata con la Bologna-Brennero.
A Peschiera fermano diversi treni delle FF.SS. (linea Milano-Venezia); mentre ad ogni ora sulla strada Verona- Brescia o viceversa, possono fermare comodi pullmans di linea (Peschiera fermata «Hotel Milano»).
Sul Piazzale del Santuario funziona un Bar e almeno due Ristoranti si possono trovare nelle immediate vicinanze. Presso il Santuario esiste a disposizione del pubblico un ricco assortimento di oggetti religiosi, che i pellegrini volentieri acquistano per avere sempre un pio ricordo della Madonna del Frassino.
