IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL PILASTRELLO, LENDINARA
IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL PILASTRELLO, LENDINARA - La costruzione del Santuario ebbe inizio il 26 agosto del 1577 e terminò dopo due anni. Ad officiare il tempio furono chiamati i monaci benedettini di Monte Oliveto che vi rimasero fino alla soppressione dell’ordine nel 1771. La gestione spirituale fu affidata a dei sacerdoti - rettori, nominati dal Consiglio cittadino fino a che nel 1905 rientrarono in santuario proprio gli olivetani.
Il monastero è una semplice costruzione a due piani collegata al tempio attraverso una sala che permetteva l’accesso al luogo sacro dall’interno. Al di sopra era situato il coro degli ammalati, munito di una finestra che dava sull’interno della chiesa per consentire ai monaci infermi di seguire le funzioni religiose.
Successivamente venne costruito un secondo edificio, simile al primo e collegato ad esso tramite un chiostro. La struttura della chiesa è a tre navate, la facciata col doppio ordine ritmato di lesene è stata in parte modificata nel 1933. Lo spazio interno è ritmato da archi a pieno centro che dividono la navata centrale dalle laterali poggiando su pilastri.
Ciò che colpisce innanzitutto è la decorazione della volte e del catino absidale affrescati da Giuseppe Chiacigh fra il 1939 e il 1942 che raccontano le vicende salienti della storia del Santuario.
Le opere d’arte conservate in questa chiesa sono tante e di tale qualità da rendere il Pilastrello la maggiore pinacoteca cittadina, fra queste: “S. Francesco visitato da un angelo†opera di G. Angeli del 1750; “Ascensione di Cristo in presenza degli apostoli e del committente V. Malmignati†opera di P. Veronese e bottega del 1580; sei bellissime tele dipinte da Angelo Trevisani tra il II e il III decennio del ‘700; “I santi Bartolomeo, Benedetto e il beatoBernardo Tolomei e i committenti Bartolomeo e Battista Malmignati†opera di J. e D. Tintoretto del 1580, ed ancora, alcuni dipinti di scuola romana di fine settecento provenienti dalla collezione Griffi, statue scolpite da Giovanni Mario Morlaiter o dal bellunese Marchiori sono solo alcune delle prestigiose opere conservate all’interno della chiesa. Tra la sacrestia e la chiesa troviamo la fonte miracolosa coronata dalla Madonna in bronzo scolpita nel 1910 da Policronio Carletti.
