La Diocesi di Treviso
Diocesi di Treviso - La prima comunità cristiana si forma a Treviso probabilmente tra la fine del III e l’inizio del IV secolo, per opera di missionari provenienti da Padova. Viene presto riconosciuta dal Patriarca di AQUILEIA che decide di assegnarle un pastore (Giovanni il Pio, 396).
Sembra che per l’intervento di S. Liberale gli Unni la risparmino, mentre il vescovo Felice nel 568 la salva dai Longobardi. L’evangelizzazione, intanto, si estende rapidamente alle campagne, tanto che nel periodo carolingio la diocesi è divisa negli archipresbiterati di Quinto, Cornuda, GODEGO e Mestre. Nel 969 la diocesi di Asolo viene incorporata a Treviso ed i Benedettini, già presenti a Casier e LANZAGO, si insediano pure a Mogliano, Nervesa, Pero, Villanova.
Con la crescita della popolazione nel Basso Medioevo, arrivano in città e campagna i Francescani, i Domenicani, gli Agostiniani e successivamente i Servi di Maria e i Certosini sul Montello.
Fra il 1230 e il 1330 la diocesi si arricchisce dei monasteri femminili di Clarisse, Dome- nicane e Agostiniane. Nascono i Terziari e le Confraternite, impegnano gli artisti ad abbellire le loro chiese (basti pensare a Tomaso da Modena). E’ questo il periodo di santi uomini come S. Parisio, il beato Enrico da Bolzano e il beato Nicolò Boccassino, poi papa Benedetto XI. Dalla fine del Trecento inizia un periodo di degrado che si conclude con le riforme avviate da vescovi Giovanni Benedetto (1418-37) e Ludovico Barbo (1437-43).
Il concilio di Trento dà nuovo impulso alla vita diocesana, grazie al vescovo Giorgio Corner che, fra l’altro, fonda il Seminario e cura la formazione del clero. Nel Settecento è da sottolineare l’opera pastorale del vescovo Zacco (1723-39), ma anche il diffondersi delle idee illuministiche. Terminato il periodo napoleonico, la comunità diocesana riprende vigore, soprattutto per l’impegno del vescovo Soldati (1829-49), sostenuto dal clero e dagli ordini religiosi tornati in diocesi.
Nella seconda metà dell’Ottocento nascono varie associazioni laicali impegnate nella difesa dei valori umani e religiosi. Tali associazioni ricevono nuovo impulso dal vescovo Longhin (1905-36) e continuano ad essere attive fino alla crisi degli anni ‘60 -’70.
Il Concilio apre nuove prospettive ecclesiali. Cresce l’attenzione, anche laicale, per la Sacra Scrittura e la teologia; il Seminario supera la crisi e si riordina; c’è una nuova attenzione per la famiglia, il lavoro, la carità e le missioni; si istituiscono i diaconi permanenti; accanto al settimanale diocesano La Vita del Popolo nasce Radiovita; si diffondono, oltre all’Azione Cattolica, nuovi movimenti. Si celebra un Sinodo diocesano (1987-1989) che successivamente stimola ad un rinnovamento del servizio pastorale delle parrocchie.
Dal 1989 è vescovo Mons. Paolo Magnani, la cui opera pastorale si volge a rinnovare la vita e il servizio delle comunità , incontrandole nella Visita pastorale, e a rinsaldare la formazione spirituale e culturale. Nel corso dei secoli, la diocesi di Treviso ha varcato più volte i confini del proprio terrritorio ed attualmente comprende 265 parrocchie divise in 17 vicariati.
Anima inoltre, 3 parrocchie in Africa, 9 in America Latina, 2 in Australia, 2 in Europa.
