Le Terme Euganee
Nel cuore del Veneto, a sud ovest di Padova e poco lontano da Venezia, nella splendida verde cornice dei colli Euganei, sorgono i centri di Abano, Montegrotto, Battaglia, Galzignano, Teolo e Arquà Petrarca.
Le origini di questi siti e dei loro primi abitatori si perdono nel mito: pare che Antenore, un guerriero troiano in fuga dall’incendio della sua città , sia approdato a questi lidi e vi abbia fondato la città di Padova, iniziando così a popolare queste terre.
Lasciando tuttavia il fascino delle leggende per volgersi all’autorevoleza delle fonti storiche, gli archeologi ci raccontano che già agli inizi del primo millennio avanti Cristo, l’area euganea era sede di una civiltà che si sviluppò nell’Età del ferro, giungendo ad un notevole grado di evoluzione economica e sociale, a giudicare almeno dalla raffinatezza con cui sono decorati alcuni oggetti in bronzo rinvenuti nel corso di diversi scavi effettuati in epoche successive. Dall’antico toponimo Ateste, all’epoca la più importante e popolosa città del Veneto, tale cultura è stata denominata Civiltà Atestina: parecchie ed interessanti testimonianze di tale civiltà sono conservate nel Museo Nazionale Atestino di Este.
E’ dunque accertato che già i paleoveneti atestini conoscevano e sfruttavano le virtù curative delle fonti termali euganee; furono tuttavia i Romani a far raggiungere la fama a questi luoghi nell’epoca di Augusto e Tito Livio, quando costruirono le loro ville ed i primi stabiliment termali pubblici attorno ai laghetti termali naturali. Fu proprio allora che si diffuse da queste parti quella particolare visione del mondo che Marziale definiva “una vita di svaghi, cure e vacanze†che allora solo pochi si potevano permettere.
Lunghissima è la lista di coloro che cantarono la dolcezza di questi siti salutari: Tito Livio che nacque poco distante da qui nella Patavium di allora, ma anche un versatile studioso enciclopedico del calibro di Plinio il Vecchio; e poi Dante Alighieri e Francesco Petrarca che scelse la pace di Arquà per la sua ultima dimora.
E poi ancora Ariosto, Shakespeare, Goldoni, Mozart, Goethe Foscolo, Byron, e Stendhal, Pietro d’ Abano, filosofo e luminare locale, fino al genio intemperante ed eccessivo di Gabriele D’Annunzio. Tra gli ospiti anche Casanova, De Gaule ed il Presidente Segni (cittadino onorario).
Intorno a queste acque e a questi fanghi, oggi dopo ventisette secoli di attività benefica, lo splendore continua, anzi si accresce, arricchendo questi magnifici doni di una natura generosa con la “filosofia dei servizi†della moderna organizzazione turistico alberghiera. Grande comfort, accoglienza squisita, grande gastronomia, ottima compagnia, relax assoluto sullo sfondo di un paesaggio dolce e incantevole. Le acque termali del bacino euganeo vengono definite acque minerali ipertermali salso-bromo-iodiche.
In parole semplici si tratta di acque che contengono grande quantità di sali minerali e che sgorgano dalla sorgente ad una temperatura molto più alta del normale, che arriva a 87 gradi. Numerose e ripetute analisi fisico-chimiche hanno confermato che la composizione di queste acque non cambia nel corso del tempo e questo è molto importante in quanto garantisce una qualità costante dell’azione benefica e la continuità dei risultati.
L’acqua termale euganea viene impiegata nella balneoterapia, nelle piscine termali, nelle terapie inalatorie, ma il suo utilizzo precipuo è nella maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale.
Ma cos’è il fango termale? In realtà esso è una sorta di miracolo naturale, prodotto dall’azione combinata dell’acqua termale e di un insieme di oltre venti specie di microrganismi che utilizzano come supporto l’argilla, la base organica di fango termale. Questa magica mistura, un tempo si formava naturalmente nei numerosi laghetti presenti in varie località dell’area euganea.Oggi il processo di maturazione è determinato e controllato negli stessi stabilimenti termali.
Nel corso della maturazione, che richiede un discreto periodo di tempo, il fango si arricchisce progressivamente di sostanze organiche derivate dal metabolismo della flora microbica del luogo. In tale processo viene modificata la struttura chimico-fisica dell’argilla fino a trasformarla in “fango maturoâ€, garantendo in questo modo risultato terapeutico.
L’acqua termale ha un ruolo molto importante nel processo di maturazione del fango, poiché l’alta temperatura dei suoi costituenti chimici creano l’habitat adatto allo sviluppo di alghe chiamate oscillarie e microrganismi.
