Oderzo: tra il Piave ed il Livenza

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Oderzo - Significativa è l'etimologia del nome della città in sé include il concetto della peculiare attività mercantile degli abitanti: Oderzo in volgare Oderso continua il venetico Opitergio, trasformatosi latinamente in Opitergium, nella cui parola si notano due elementi compositivi Opi= qui e Terg= mercato, ossia Città del mercato.

Opitergium, più tardi per i romani, Oderzo, fin dal nome testimonia la sua centralità nel territorio. Municipium di Roma, sarà punto nevralgico sull'antica via Postumia, che da Genova portava a Concordia Saggittaria.

Ma l'origine del nome, testimonia di una storia più antica, legata all'epoca paleoveneta, la cui esistenza è rintracciabile in una caratteristica poco nota, ma che la terra e i toponimi rivelano inequivocabilmente: le tracce dei popoli arcaici che l'hanno abitata, si trovano nel sistema di motte, terrapieni, colline artificiali, sparse nel territorio da una sapienza antica con funzioni astronomiche.

Oderzo è dopo Verona, la seconda città veneta per importanza di reperti archeologici di età romana, raccolti e visibili nel Museo Civico e conservati in interessanti itinerari nella città stessa, mentre il suo monumento paleoveneto è la Mutera di Colfrancui, vicino alla quale scorre il Navisego/Piavon.

Oderzo fu flagellata dalle incursioni provenienti da oriente. Quella di Attila, re degli Unni, nel 452, decise la fuga di gran parte degli abitanti verso le lagune, concorrendo massicciamente alla nascita storica della citta' di Venezia .

L’orgoglio degli opitergini vuole che Paoluccio Anafesto, il primo doge, fosse opitergino. Qual era San Magno, vescovo di Oderzo e fondatore delle prime chiese nella capitale adriatica. Risorta lentamente a nuova vita, nei secoli veneziani si dota di palazzi affrescati, che ancora oggi adornano la piazza, il Borgo Maggiore e il Borgo San Rocco.

I negozi prestigiosi, gli istituti scolastici, il notevole mercato settimanale del bestiame e di merci e la crescita industriale, confermano nel tempo il ruolo di centro commerciale e di servizi.

La città si sviluppa attorno a Piazza Vittorio Emanuele II, dove si trovano i principali monumenti: la tradizione vuole che il Duomo di San Giovanni Battista, gia' sede vescovile nei primi secoli del cristianesimo, sia stato edificato su un preesistente tempio di Marte; presenta all'interno tele di Pomponio Amalteo e un dipinto di Palma il Giovane.

Da visitare l'antica loggia comunale, il Torresin, e Palazzo Ottoboni, affrescato sull'esterno.

La cittadina si estende attraverso un originale tessuto urbano, con strade sormontate da portici e palazzi, che costeggiano i corsi d'acqua, con affascinanti vicoli, detti Contrade, come la Contrada Rossa e la Contrada del Cristo. La più importante arteria è il Corso Umberto I, su cui si affacciano case e palazzetti del '400 - '500.

Importante Palazzo Foscolo, sede della civica Pinacoteca che raccoglie opere di Alberto Martini, qui nato nel 1876, fantasioso e finissimo incisore. Gli fu quasi coetaneo Amedeo Obici che, all’eta' di 11 anni, nel 1889 emigro' negli Stati Uniti d’America , dove divenne ricchissimo e noto come "The Peanut King", il re delle noccioline.
Parte dei reperti archeologici, datati dal X secolo a.C., sono conservati nel Museo Civico: bronzetti, lapidi, urne, mosaici con scene di caccia.

Altri resti di edificazioni romana vanno a costituire un itinerario archeologico che conduce al Foro romano tra via Roma e via Mazzini con resti di una basilica e botteghe; alle fondamenta di mura, palazzi e ville pavimentate con altri mirabili mosaici. Si possono in oltre ammirare le terme del I secolo d.C. in via Savonarola e in via Spinè le necropoli.

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