Passeggiata nel Cansiglio

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PASSEGGIATA SUL CANSIGLIO - Numerose sono le doline a pianta subcircolare; in alcuni casi sul fondo di queste si accumula l'argilla prodotta col disfacimento della scaglia, e allora la dolina può riempirsi di ristagni di acqua. Questi specchi d'acqua vengono chiamati lame. Tra le più grandi e caratteristiche si ricordano quelle nei pressi di Casera Filippon, tra questa e la strada, a 500 m dal monumento in direzione Sud-Est.

Le lame presentano una vegetazione tipicamente ad anelli, con specie idrofile che vivono a contatto con l'acqua, come Potamogeton sp. pl., Zannichellia palustris, Alisma plantago-acquatica ecc., e all'esterno specie igrofile come Carex sp. pl., Molinia coerulea, Deschampsia caespitosa e una pianta carnivora, Drosera rotundifolia. Le doline asciutte vengono spesso invase da una graminacea igrofila, Deschampsia caespitosa.

Le lame ospitano lo sviluppo di numerosi anfibi e rettili, tra cui i tritoni, le rane, le salamandre e la natrice dal collare. Inoltre sono punti di abbeveraggio per il bestiame domestico e per animali selvatici come la volpe e il capriolo. Numerosi sono anche gli inghiottitoi, che hanno contorno dalla forma irregolare, da cui affiora la scaglia.

Dopo poco più di un 1 km la strada comincia a salire e, dopo aver lasciato a destra una zona di torbiera con sfagni e muschi, si intravvede, sempre a destra, il recinto del Giardino Botanico, ricavato da una cava abbandonata.

Subito dopo si incontra il piazzale antistante al Museo Ecologico G. Zanardo.

Si prosegue quindi lungo la statale attraversando la zona disboscata a causa dell'infestazione della Cephalcia arvensis. Attualmente vegetano alcuni radi faggi con qualche altra latifoglia minore, gli arbusti di lampone che hanno invaso l'apertura e le piantine di faggio, acero, abete rosso e altre latifoglie con cui si sta procedendo al rimboschimento. Dal lato destro della strada si ha una bella visione panoramica delle grandi conche carsiche di Valmenera e Cornesega.

Dopo aver attraversato un tratto di bosco di abete rosso che si è salvato dall'infestazione, si giunge in breve a Pian Osteria, dove passa una linea di disturbo tettonico, la quale deforma la stratificazione delle rocce presenti, cioè la scaglia grigia e la simile scaglia rossa. Queste si presentano nei pressi della località variamente fratturate e ripiegate.

Pian Osteria è la sede di un insediamento cimbro, ricostruito dopo l'ultimo conflitto mondiale, e ospita oggi il Museo Etnografico della Civiltà Cimbra e l'Associazione Culturale Cimbri del Cansiglio.

A Pian Osteria si abbandona la strada statale piegando a destra, in direzione Est. Si percorre una stradina asfaltata che esce nei prati e pascoli della Valmenera, una delle località che più risente dell'inversione termica.

Qui la vegetazione erbacea si presenta piuttosto degradata per lo sfruttamento sottoforma di sfalcio e di pascolamento. Spuntano diversi arbusti di ginepro e di crespino.
Fino qui giungeva una lingua del ghiacciaio del Piave attraverso la valle di Campon; ne sono testimonianza i depositi sciolti di ghiaia e di limo.

La strada passa a fianco del Centro Caseario dove viene prodotto il formaggio Cansiglio con il latte delle aziende agricole del territorio.

Proseguendo in discesa la strada costeggia dei giovani rimboschimenti recintati e giunge nel fondo della Valmenera, diventando a fondo naturale.

All'inizio del piano si scorge a sinistra una grande lama, la più grande del Cansiglio, che però recentemente si sta asciugando. Ospita una vegetazione a Typha sp. e Phragmites sp., unica in Cansiglio. Nei pressi di questa lama sostano alcune specie di uccelli acquatici durante le loro migrazioni; tra queste alcuni anatidi come Germani Reali, Alzavole, Marzaiole e le Pavoncelle.

Da qui il percorso confina con la Riserva naturale orientata Pian di Landro-Baldassare.

Il vasto piano della Valmenera, formato dai depositi del ghiacciaio che scendeva dal Monte Cavallo, è un'area di indubbia bellezza , dove è possibile osservare numerosi animali in libertà. Tra i più appariscenti ci sono volpi, cervi, daini, caprioli e moltissimi uccelli, tra cui alcuni rapaci, come la poiana, il nibbio bruno e il gheppio.

L'itinerario prosegue verso un bosco di abete rosso giungendo ad un bivio, nei pressi del quale, a sinistra, si trova un capanno sopraelevato in legno che funge da osservatorio faunistico e, poco più in là, un'altra grande lama.

Al bivio si prende la stradina a sinistra che procede in salita entrando nel bosco. Si tratta di un popolamento artificiale adulto di abete rosso con struttura piuttosto debole, frequentemente soggetto a schianti, con conseguenti aperture di chiarie. Il sottobosco risulta dominato da arbusti di Lonicera nigra.

La stradina sale fino a Casoni Scatoleri, toponimo che ricorda un vecchio insediamento cimbro di cui non rimane traccia. Al nuovo bivio si prende a destra, tenendo a sinistra il confine con la Riserva naturale integrale Monte Croseraz-Val Bona.

Il percorso ora si svolge in leggera salita attraverso tratti di bosco misti di faggio e resinose e tratti di faggeta pura, toccando la Riserva naturale integrale "Col Piova", mirabile esempio di una natura perfettamente conservata, con esemplari di faggio e di abeti bianchi e rossi di diametro superiore ad 1 m.
Si giunge quindi sulla strada asfaltata che in breve porta, a sinistra, in salita, alla Casa Forestale di Candaglia. A pochi metri dalla Casa Forestale sorge un belvedere che offre un panorama su buona parte della conca di Pian Cansiglio.

Da qui si può compiere una deviazione (segnavia B1) di 1,500 km fino alla Casera Busa Bernart, in una località da dove si gode di un vastissimo panorama sulla pianura friulana, fino al mare. Tale deviazione percorre una stradina sterrata che dopo un breve tratto in un ceduo di faggio, esce allo scoperto nei pressi del Col dei Scios, dove i fenomeni carsici modellano profondamente il paesaggio con grandi doline e dove il calcare di scogliera nasconde molti fossili, come ricorda il toponimo (Col dei Scios = Col delle Chiocciole).

Ritornati a Candaglia si prende la stradina asfaltata che passa a fianco della Riserva naturale integrale Pian della Stele, e attraversa un'altra pecceta di dolina ricca di muschi e licheni. Si tratta di una zona a forte ristagno di aria fredda e umida, con carsismo a blocchi.

Si possono qui incontrare diversi animali legati all'habitat di pecceta, quali lo scoiattolo, il ghiro e diversi passeriformi, come i rampichini, i crocieri ecc.
Si lascia quindi il bosco e, in breve, attraverso i prati del campo da golf, si giunge al Monumento ai Caduti, da dove si era partiti.

Lunghezza: km 16,300
Dislivello: m 340 circa
Tempo di percorrenza: 5-6 h

Informazioni: in Cansiglio si arriva percorrendo la Strada Statale 422 del Cansiglio e dell'Alpago, con accesso da Vittorio Veneto, passando per Fregona, attraverso il valico di Crosetta. Oppure, da Belluno, si percorre la S.S. 51 d'Alemagna fino al bivio La Secca, al vertice settentrionale del Lago S. Croce, e quindi si prende la S.S. 422 che risale la conca dell'Alpago passando per Puos e per Tambre.

Chi proviene dalla Regione Friuli-Venezia Giulia può praticare la strada tortuosa che sale da Caneva e si collega alla SS. 422 all'altezza di Crosetta.

Centro Forestale del Cansiglio Tel.: 0438.581757

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