PESCA DELLE VONGOLE

La Regione Veneto non ha nessuna intenzione di disapplicare il decreto legislativo 530/92 che stabilisce le norme sanitarie applicabili sulla produzione e commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi”. E’ questa la posizione che l’assessore regionale alla Pesca ed Acquacoltura, Isi Coppola, ha espresso oggi alla conferenza di servizio che si tiene presso il Magistrato alle Acque di Venezia sul programma di misure urgenti volte ad incentivare il processo di conversione dall’attività di pesca delle vongole in laguna di Venezia all’allevamento.

Una posizione forte, quella dell’assessore, che deriva dalla constatazione che “se passa la linea della Provincia di Venezia, sarà assai difficile certificare la salubrità delle vongole prima ancora della qualità”.
Le competenze in materia di pesca sono attribuite alle Province (Art.3 L.R. 19/98).

La Provincia di Venezia adotta un apposito regolamento che disciplina modalità di coltivazione delle acque, modi e strumenti di pesca, esche consentite, limitazioni di cattura, periodi di divieto di pesca e dimensione minima del pescato, specie ittiche di cui è consentita la semina, misure e profilassi di lotta contro le malattie de pesci, disposizioni per il controllo sanitario del materiale ittico utilizzato per le operazioni di ripopolamento, eventuali deroghe ai criteri di coltivazione (art. 7 L.P. 19/98). Durante l’incontro l’assessore Coppola ha sottolineato, inoltre, che sempre alle Province spetta la vigilanza sulle acque dei territori di competenza, come pure la scelta della destinazione dell’area. “Nella laguna di Venezia- ha detto l’esponente regionale- è stato necessario, a causa del massiccio sfruttamento delle risorse nelle aree autorizzate, la scelta di avviare la riorganizzazione del settore dei molluschi bivalvi.

Dal 2001 al 2004, si è cercato di far seguire un protocollo regionale di sicurezza sanitaria che prevedeva la raccolta del seme (classificato tale fino a 2,5 cm.) anche nelle zone non classificate e quindi potenzialmente inquinate, per poi venire reimmesso per finire di crescere e contemporaneamente depurarsi in al minimo 60 giorni, a seconda dei casi”.
L’assessore Coppola ha ricordato che la Regione aveva quindi già definito il protocollo con la Provincia di Venezia, individuando le dimensioni del novellame, inferiore a 2 cm., poiché la successiva permanenza in allevamento fino al raggiungimento dei 2,5 cm. consentiva la sufficiente detossificazione da possibili contaminanti quali metalli pesanti, diossine, Pcb, furani…

Un sistema che permetteva di dare qualità al prodotto e quindi sicurezza al cittadino, ma in occasione dell’autorizzazione regionale alla raccolta del novellame , in data 2 settembre 2005, in evasione alla richiesta della Provincia del 31 agosto, la Provincia di Venezia è riuscita ad organizzare operativamente la raccolta solamente dal 27 settembre, quando ormai il prodotto non esisteva più. Questa situazione ha così alimentato un’attività di venericultura di altre regioni, con conseguente danno economico per il settore della pesca veneta.

Ora la Provincia- ha ricordato l’assessore- chiede di poter attivare la raccolta permanente di novellame di vongole in tutte le aree lagunari, anche in quelle non oggetto di concessione e procedure alla reimmersione di prodotto di taglia 2,5-3 cm. . Questo significa di fatto cercare di ottenere il permesso di raccogliere le vongole inquinate garantendo che non finiranno sui mercati, ma che saranno immesse in acque certificate.

Alla luce della dichiarata e più volte dimostrata impossibilità da parte degli organi della Provincia di poter controllare la permanenza del prodotto in allevamento, seppure già di taglia commerciale, fino alla sua sicura detossificazione, io vi chiedo- ha invitato l’assessore- chi sarà in grado di garantire la piena tutela del consumatore?”

Sulla base di questa valutazione- ha concluso Isi Coppola- è di tutta evidenza che la Regione del veneto non concederà, per una elementare questione di tutela e garanzia della salute pubblica e del consumatore, alcuna delle autorizzazioni di propria competenza.

06/12/2005

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