PORTAVOCE REGIONI

Le Regioni, per bocca dell’Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto Antonio De Poli hanno lanciato stamani da Palermo, al Teatro Politeama dove si è aperta la quarta Conferenza governativa sulle dipendenze, alla presenza dei ministri Giovanardi, La Loggia, Castelli e del presidente della Camera Casini, un allarme “sulla diffusione ‘devastante’ delle sostanze stupefacenti (trend in crescita costante, secondo i dati parlamentari 2005, con coinvolgimento sempre maggiore sia delle fasce giovanili ma anche di persone oltre i 35 anni) e su una cultura che le considera ormai quasi ‘normali’ e ‘divertimenti’ mentre invece finiscono per rovinare nel corpo, nella psiche e nell’anima intere generazioni di giovani e di adulti”.

E’ un aspetto totalmente negativo della nostra società e della nostra cultura - ha affermato De Poli - e vanno rilanciati interventi strategici per combatterlo. Bisogna intervenire in modo diverso sulle famiglie, nella scuola, nelle istituzioni, nei servizi. Permane un’immagine del consumo di droga e del ‘tossico’ che è completamente sorpassata dalla realtà. La droga oggi non è più quello che ci faceva vedere la “pubblicità progresso” degli anni ’70 dove c’erano la siringa e l’eroina.

Bisogna allora intervenire su ciò che i giovani e gli adulti fanno il sabato sera o in altri momenti e occasioni quando si consumano cocaina o cocktail di pasticche e alcol”. L’assessore De Poli ha denunciato che le droghe eccitanti hanno raggiunto picchi di consumo elevatissimi e portano (soprattutto tra i giovani) nuovi problemi legati a patologie psichiatriche ma anche all’aids e alle epatiti che non sono certo scomparse.

De Poli, inoltre, ha fatto presente che c’è la necessità di una profonda riorganizzazione dell’intero sistema delle dipendenze che non corrisponde più ai bisogni della popolazione. Vanno date risposte agli eroinomani (in Italia ce ne sono 120 mila circa) ma il Sert e le comunità vanno organizzate con nuovi approcci e strutture speciali per le nuove droghe e l’alcol . Ribadito, inoltre, il “NO” alla normalizzazione dell’uso di sostanze.

L’Assessore veneto è stato incaricato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni di fare da portavoce delle Regioni in quanto responsabile del Coordinamento interregionale degli Assessori alle politiche sociali, e ha espresso una posizione fortemente preoccupata delle Regioni italiane “che, purtroppo, devono lamentare di non essere state coinvolte nella promozione e organizzazione di questo importante evento - afferma De Poli - pur essendo le Regioni i principali enti territoriali di riferimento per quanto riguarda la programmazione e la gestione delle risorse e degli interventi in materia di dipendenze. Siamo presenti per dovere e senso di responsabilità istituzionali.

Affermiamo che la titolarità della conferenza è delle Regioni assieme al governo”. De Poli ha ricordato che le Regioni hanno espresso parere negativo sulla bozza di Piano nazionale di interventi sull’uso di sostanze considerato un documento non emendabile e che va riscritto seguendo le procedure per regolare i rapporti tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Anche per quanto riguarda il disegno di legge di revisione del DPR 309/90, la posizione delle Regioni espressa da De Poli nel suo intervento è stata negativa.

Il disegno di legge - ha detto - non ha tenuto conto né dell’evoluzione della normativa, sia generale in materia sociosanitaria e soprattutto di tossicodipendenze e alcoldipendenza avvenuta dal 1990, né delle norme e delle competenze regionali che dovrebbero oramai essere acquisite non solo sulla carta legislativa ma anche nella pratica istituzionale di tutti i giorni”.

Tra le proposte formulate dall’Assessore veneto: trasferire il fondo nazionale di lotta alla droga alle Regioni; rilanciare un ‘patto’ sociale e culturale tra servizi, enti locali, università, forze politiche, istituzioni in un programma nazionale contro l’uso di qualsiasi sostanza stupefacente; realizzare politiche di comunicazione e informazione di responsabilizzazione sociale e individuale; realizzare una nuova organizzazione dei servizi puntando alla pari dignità tra pubblico e privato sociale ma anche a una pari responsabilità e a una nuova formazione e all’attivazione dei sistemi di accreditamento; sostenere le famiglie informandole dei danni provocati dalle cosiddette ‘nuove droghe’ e a proporre ai figli un messaggio educativo non permissivista. Si ricorda che, nel Veneto, sono circa 13 mila gli utenti tossicodipendenti (soprattutto per eroina) in carico ai Sert di cui oltre 1900 ospitati in comunità terapeutiche; nei servizi pubblici, inoltre, sono presi in carico circa 7 mila utenti alcoldipendenti.

05/12/2005

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