SANTUARIO MADONNA SALUTE DEGLI INFERMI IN SCALDAFERRO

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SANTUARIO MADONNA SALUTE DEGLI INFERMI IN SCALDA-FERRO (VI)
Il nostro Santuario, dedicato alla Madonna Salute degli Infermi, sorge in aperta campagna, in un mare di verde, cui fa corona a nord il ricamo delle Prealpi vicentine, che si chiudono ad est con il massiccio del Monte Grappa, sacro alla patria.
Ha una sua storia luminosa, piena di fede.

Nel 1404 arrivano nell’entroterra veneta, legata alla Serenissima di Venezia, i patrizi veneziani e tra questi si stanzia nella nostra campagna la famiglia dei Conti Venier, che diede alla Repubblica veneta l’illustre Doge Sebastiano Venier, principale artefice della vittoria di Lepanto contro i turchi (7 ottobre 1571).

Siamo nel periodo calamitoso delle pesti e del colera, ai primi del 1600, quando “prodigiosamente” dipinta da mano misteriosa appare nottetempo l’immagine della Madonna sul muro esterno della fattoria campestre dei Venier, nella
nostra località, denominata Scaldaferro; questo nome proviene da una fucina di fabbro ferraio che operava alle dipendenze dei castelli dei dintorni e di tutto il contado.

L’immagine Sacra viene a trovarsi in un luogo impervio e difficile, di fronte ad una immensa “buca” di acqua stagnante e rovi, che costituiva la parte terminale di una fuoriuscita del fiume Brenta, vagante a zig-zag nella campagna.

L’immagine della Madonna, vestita come Infermiera Celeste con il grembiule viola che copre il manto di Regina, sembra dire: “io sono la Madre e la Infermiera che cura i vostri mali”; questo dipinto attira fortemente la devozione di tutta la zona e spontaneamente si incolonnano le processioni devozionali dei fedeli.

Un po’ alla volta progressivamente viene riempita la grande buca di acqua per fare spazio per le devozioni, passando dal capitello (1665) al Sacro recinto del coro (1715), all’attuale ingrandimento (1910), sempre verso il nord, sempre a tramontana, per rispettare l’origine fortemente emozionante del quadro primitivo.

Nel 1727 arriva come custode del Santuario un eremita francescano, che dimora in una capanna povera attigua al luogo Sacro. Nel 1760 avviene il grande miracolo della cieca, cui segue quello del muto di Grantorto e del “voto del 1886. Nel 1909 strepitosa (ma tenuta segreta), guarigione di Don Elia Dalla Costa, parroco di Pozzoleone, futuro Vescovo di Padova, Arcivescovo di Firenze, Cardinale di Santa Romana Chiesa.

Questo illustre beneficato sarà il benemerito sostenitore del Santuario stesso nei momenti difficili di questo secolo corrente. Nel 1954 nascerà intorno al Santuario la parrocchia nuova di Scaldaferro e il parroco protempore assumerà anche il titolo di rettore del Santuario stesso. 1970 - 2° Domenica di giugno - Per la prima volta Supplica Solenne alla Madonna per gli ammalati, compresa tutta l’assemblea liturgica; questa cerimonia diventerà consuetudine e tradizione ogni 2° Domenica del mese, con un momento privilegiato di solennità la 2° Domenica di Settembre, pomeriggio in cui viene celebrata la Giornata degli ammalati-barellati; punto saliente dell’anno i pellegrinaggi del mese di maggio da tutti i dintorni.

LE NOSTRE ORIGINI

Guglielmo Giuseppe Chaminade (1761-1850), sacerdote della Diocesi di Bordeaux, aveva esercitato un fedele e spesso pericoloso ministero sacerdotale durante i difficili anni della Rivoluzione Francese.

In seguito fece fronte ad una nuova sfida apostolica: l’ignoranza della fede, l’indifferenza religiosa, l’abbandono della vita cristiana e la rovina delle strutture della Chiesa. Proponendosi di dedicare il resto della sua vita al rinnovamento della Chiesa, chiese ed ottenne il titolo di Missionario Apostolico.

Sotto la guida dello Spirito Santo avvertì che occorrevano nuovi mezzi per i suoi tempi: nuove istituzioni, nuovi metodi e perfino un nuovo tipo di missionario. La vita in comune, nello spirito del Vangelo, è sempre stata un mezzo efficace per favorire la fede personale ed un ambiente adatto per realizzare le esigenze del Vangelo stesso. Tale fu l’esperienza del primo gruppo di apostoli quando, chiamati da Gesù, lo seguirono da vicino, videro il suo esempio ed ascoltarono il suo insegnamento.

Tale fu l’esperienza della Chiesa primitiva, unita in preghiera con Maria, nell’attesa dello Spirito Santo. Tale fu l’esperienza della prima comunità di Gerusalemme, che mise ogni cosa in comune ed aveva un sol cuore ed un’anima sola.
Ispirato dallo Spirito di Dio, il p. Chaminade comprese le ricche possibilità creative di una comunità cristiana per il servizio apostolico.

Una tale comunità poteva recare la testimonianza di un popolo di santi, mostrando che il Vangelo può ancora essere vissuto in tutta la forza della lettera e dello spirito. Una comunità cristiana poteva attrarre altri, con il suo stile di vita e suscitare nuovi cristiani e nuovi missionari, dando così vita, a sua volta, ad altre comunità.

In tal modo una comunità poteva diventare il grande mezzo per ricristianizzare il mondo. Fu questa intuizione che diede vita ai primi gruppi di uomini e di donne, fondati da p. Chaminade col nome di «Congregazioni». Il Fondatore trasse sempre la sua ispirazione da Maria, la Vergine fedele, contemplata a Saragozza; essa accolse la parola del Signore e la meditò nel suo cuore; la Donna che diede Cristo al mondo; la Madre che forma tutti i credenti.

Maria incarna tutti gli atteggiamenti evangelici, in opposizione allo spirito del male. E’ Lei che ci dà la parola d’ordine di fare tutto ciò che il Figlio ci dice.
L’impegno di Congregato equivaleva per lui ad una consacrazione a Maria per assisterla nella sua missione.

Guidati dallo Spirito Santo, i membri delle Congregazioni cercarono forme di dedizione sempre più intense. Infine, alcuni di essi formarono il nucleo di due Istituti Religiosi: le Figlie di Maria Immacolata, fondate dal p. Chaminade ad Agen, nel 1816 in collaborazione con Adele de Batz de Trenquellèon, e la Società di Maria (Marianisti), fondata a Bordeaux nel 1817. Il p. Chaminade vide in essi “l’uomo che non muore mai”, atto a sostenere, ispirare ed estendere la rete di comunità e di opere fondate sotto la sua ispirazione. I vari Gruppi, che oggi riconoscono il loro comune legame nel carisma del p. Chaminade, sono abitualmente designati con il nome di “Famiglia Marianista”.

La vita del p. Chaminade rivela un profondo senso della Provvidenza. Pienamente consapevole della missione affidata alla Chiesa, egli era pronto ad adattarsi a situazioni sempre nuove, desideroso di rispondere alle indicazioni del Signore e profondamente sensibile ai bisogni del suo tempo.

Dotato di tenace perseveranza, di profondo spirito di preghiera e di grande capacità nel discernerne la volontà di Dio, egli volle infondere questi aspetti della sua spiritualità ed il suo dinamismo apostolico nei Marianisti di tutti i tempi. Dal 19/9/93 i Religiosi Marianisti reggono la parrocchia Santuario. Questa Famiglia Religiosa (Società di Maria) è sorta proprio per essere a servizio della Vergine Maria (in Francia nel 1817). Nella vita parrocchiale ordinaria spicca il servizio del Sacramento della Riconciliazione, dell’ascolto e accompagnamento vocazionale (1° giovedì del mese adorazione vocazionale vicariale; la celebrazione di Lodi e Vespro e del Rosario, quotidianamente).

L’accoglienza per i pellegrinaggi e per i momenti dello spirito; la catechesi attraverso il notissimo e pluripremiato Presepio biblico sono servizio significativo al popolo santo di Dio.

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