Storia e Monumenti di Marostica

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Marostica - Nel 1218 il paese fu consegnato ai vicentini da Ezzelino il Monaco dietro pagamento di 40.000 lire veronesi. Nel 1235, però, Ezzelino III la riprese con la forza e la tenne fino alla morte (1259).

Nel 1266 tutto il Vicentino cadde sotto la signoria carrarese, alla quale subentrò, nel 1311, quella scaligera. I padovani non si rassegnarono facilmente alla sconfitta: negli anni che seguirono scesero in campo ed anche Marostica ebbe ad esperimentare più volte il furor degli eserciti. Rimasti possessori di Marostica, gli Scaligeri posero particolare cura nelle sue fortificazioni. Nel 1386 essi pure però caddero per mano di Gian Galeazzo Visconti.

Nel 1404 Vicenza si diede a Venezia ponendo fine all'alternarsi di signorie. Marostica ebbe un trattamento di favore da parte della Serenissima; come per la sola Lonigo, infatti, in essa risiedette un Podestà indipendente da Vicenza e dipendente direttamente da Venezia.

Di tutto il Vicentino, solo Bassano ebbe un trattamento ancora più privilegiato: non aveva Podestà, ma era governata direttamente dalla Serenissima. Nel 1509, durante la guerra della lega di Cambrai, Marostica fu occupata dai tedeschi, ma per soli pochi mesi; nel 1513, tuttavia, fu rioccupata e questa volta messa a ferro e fuoco.

Nel 1685 il doge Corner la dichiarò città.

Una splendida scacchiera lastricata al centro della Piazza ospita la Partita a Scacchi che viene giocata la seconda domenica di settembre negli anni pari e che rimane uno degli spettacoli all'aperto tra i più suggestivi del Veneto e dell'Italia.

La vicenda narra la storia di Rinaldo d'Angarano e Vieri da Vallonara che, nel 1454, si innamorarono contemporaneamente di Lionora, figlia di Taddeo Parisio, castellano di Marostica e umanista. Questi vietò ai giovani il duello e impose al suo posto una partita al nobile gioco degli scacchi. Il vincitore avrebbe avuto in sposa Lionora mentre lo sconfitto avrebbe avuto in sposa sua sorella minore Oldrada.

Da allora, ogni due anni, Marostica rivive e offre a migliaia di persone provenienti da tutto il mondo questa singolare e spettacolare disfida nella quale i pezzi viventi si spostano nei riquadri della scacchiera, ripetendo con precisione ed eleganza le mosse dei due giocatori-contendenti, annunciate da un araldo.

Il Doglione o Castello da basso si trova in Piazza Castello, in pieno centro storico. Risale al 1312, ma il restauro del 1936 ne ha impedito la decadenza. E' un edificio tutto merlato, tipicamente medievale nella pianta rettangolare e nel recinto, il cosiddetto mastio.
Sul selciato davanti al Castello è disegnata la grande scacchiera, in marmo di Asiago bianco e rosso, che ospita la tradizionale partita a scacchi viventi. Il mastio è tuttora avvolto da un'edera che gli esperti botanici valutano tra le più grandi del continente. Il Loggiato superiore, affrescato da immagini mitologiche del XII secolo, ospita diversi busti importanti tra cui quello di Prospero Alpino, il botanico che introdusse il caffè in Europa.

Il Castello superiore, invece, domina l'intera cittadina dall'alto, sul colle Pausolino. Altezza a parte, si può raggiungere anche in auto uscendo da Porta Breganzina. E' un edificio eretto dagli Scaligeri, del quale sono ancora visibili i portali e il mastio, e che offre una vista suggestiva sul Brenta, su Vicenza e sui monti Berici.

Sulla via S. Antonio si può incontrare la Chiesa omonima, maestoso edificio del Quattrocento, poi ricostruito nel 1730 in forme barocche. La Chiesa di Sant'Antonio Abate è dominata dalla torre campanaria cuspidata, che risale al XII-XIII secolo, e custodisce nell'abisde una pala di Jacopo e Francesco Bassano.
Percorrendo la via Rialto si giunge invece alla Chiesa del Carmine, costruita nel 1618 in stile barocco e con una suggestiva gradinata in selciato.

Anche al di fuori della cinta muraria Marostica offre angoli di storia da visitare, ad esempio Borgo Giara, che si incontra appena usciti da Porta Bassano imboccando via Beato Lorenzino. Nel borgo si trova la più antica chiesa della città, Santa Maria Assunta. Piccola in origine, nel IV-V secolo, la chiesa venne ampliata nel Quattrocento. Al suo interno custodisce diverse opere di pittori del Seicento e del Settecento.

Sulla via Lorenzino si trova anche la Chiesa di S. Gottardo e il Convento Francescano di San Sebastiano e Fabiano. Monastero e chiesa risalgono alla fine del Quattrocento, quando furono costruiti sui resti di un convento del XIII secolo.

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