Vicenza
Vogliamo iniziare il nostro viaggio dal cuore della città di Vicenza: quella Piazza dei Signori dominata dal Palazzo della Ragione, ristrutturazione dell'originaria Basilica di cui si parlava poco sopra.
Caratteristico è il suo tetto rivestito in rame, la cui forma richiama quella di una chiglia capovolta. L'intervento del Palladio, nel 1549, aggiunse alla struttura preesistente, il porticato e una balaustra superiore, su cui sono collocate delle statue di ispirazione classica.
A fianco, si erge la Torre di Piazza, risalente al XII° secolo, mentre al di là della piazza stessa, troviamo un'altra realizzazione del celebre architetto vicentino: la Loggia del Capitaniato, in cui si riunisce il consiglio comunale.
Percorrendo il perimetro della Basilica, incontriamo prima la statua del Palladio, spesso attorniata di bancarelle e, subito dopo, Piazza delle Erbe, sovrastata dalla Torre del Tormento
del XIII° secolo. Percorrendo Contrà Cavour, in direzione nord-ovest, si sbuca quasi nel mezzo di Corso Palladio, autentica vetrina della città con i suoi negozi ospitati in palazzi di rara bellezza architettonica, tra i quali citiamo Palazzo Valmarana Braga, opera manco a dirlo del Palladio, decorato con lesene e scene scolpite, il cui completamento avvenne solamente nel 1680.
Da qui, proseguendo per Via Battisti, si giunge al Duomo con la sua piazzetta. Dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale si salvarono solamente la facciata ed il coro, il resto venne ricostruito successivamente. Andando verso nord-est, imbocchiamo Contrà (che in dialetto vicentino vuol dire strada) Porti, in cui si trovano una serie di palazzi gotici con finestre colorate e balconi decorati, testimonianza di una precedente dominazione veneziana.
Per citarne alcuni elenchiamo Palazzo Porto Barbarano, Palazzo Thiene e Palazzo Iseppo da Porto, oltre alla casa dove nacque Antonio Pigafetta che nel 1519 fece il giro del mondo con Magellano.
Dal centro percorriamo, verso sud, l'ampio viale con annesso porticato, che ci conduce al Monte Berico, luogo un tempo adibito a ristoro privilegiato dei ricchi della città . Sopra vi si erge la Basilica barocca del XV° secolo con affreschi
del Mantenga e del Veronese. Da lì oltrepassiamo Villa Valmarana ai Nani ed i suoi folletti raffigurati in mille forme, per giungere alla maggiore espressione artistica del Palladio: la Rotonda.
Questa villa, perfettamente simmetrica, ottenne un subitaneo successo grazie alla sintesi perfetta con il paesaggio, i cui elementi si fondano e contrastano con la natura circostante, rimanendo oggetto di molte imitazioni.
Un discorso a parte spetta doverosamente al Teatro Olimpico, il più antico teatro europeo coperto esistente, dotato di una struttura elegante per lo più in stucco e legno, dipinti in modo da sembrare marmo.
Il progetto fu iniziato dal Palladio nel 1579 e portato a termine dal suo allievo Vincenzo Scamozzi nel 1585. Le scene dello Scamozzi rappresentano la città di Tebe, mentre l'auditorium progettato dal Palladio voleva ricordare i teatri all'aperto dell'antichità . Ricco di statue è anche il cortile dal quale si accede al teatro, tutte dono dell'Accademia che ne rese possibile la costruzione.
Da ricordare, poi, il Museo Civico con un affresco di Giulio Carpione e numerosi quadri eccellenti ospitati nelle sale superiori. Tra le pale gotiche provenienti
dalle chiese vicentine, vi è il Calvario di Hans Memling (1470 ); mentre altre sale ospitano opere di Bartolomeo Montagna. A chiusura di questo piccolo itinerario nel centro di Vicenza ricordiamo la Chiesa di Santa Corona, costruita in stile gotico attorno al 1260 per custodire una spina della Corona di Cristo, donata da Luigi IX di Francia e nella cui cappella sono conservate le spoglie di Luigi da Porto, autore del dramma Romeo e Giulietta, poi ripreso da Shakespeare.
